Locazioni brevi: Airbnb ed altri portali si adeguino a norme italiane. E’ assurdo che regioni e città facciano accordi con chi non si vuole regolarizzare.

"Tanto grandi e grossi e sfuggono al controllo e alla legalizzazione: Airbnb e gli altri portali di intermediazione immobiliare si attengano alla norma imposta dalla manovrina e procedano ad adeguarsi – dichiara il presidente AIGO Confesercenti Agostino Ingenito – applicando la ritenuta d’acconto o la cedolare secca".

 

"Siamo stanchi di subire ‘soci occulti’ che fanno pagare un servizio a caro prezzo – continua Ingenito – guadagnando su transazioni e prenotazioni ma che non tutelano gli operatori ricettivi legali. I colossi delle prenotazioni online che non hanno una stabile organizzazione in Italia fanno il gioco di migliaia di strutture ricettive che svolgono attività con tanto di transazioni economiche in nero e senza la verifica preventiva nemmeno dei requisiti igienico-sanitari, di agibilità e di abitabilità, mettendo a rischio la salute e l’incolumità dei viaggiatori".

 

"In questo contesto è paradossale che città come Genova e Regioni come il Piemonte stringano accordi con soggetti che non intendono adeguarsi alle nostre normative – conclude il presidente AIGO - . Intervenga il Presidente del Consiglio e chiarisca quali rapporti tenere con questi portali che preferiscono accordarsi con il Fisco per transazioni sul mancato gettito fiscale in Italia piuttosto che regolarizzarsi come sostituti di imposta".

 

Roma, 19 luglio 2017