Turismo, anno veramente difficile.

di Filippo Donati

Per imprese del settore turistico ricettivo, la situazione non è migliorata in luglio e ci sono forti preoccupazioni per il mese di agosto.Le previsioni espresse da un campione di albergatori indicano una diminuzione delle prenotazioni rispetto all'agosto 2011, in particolare per il turismo interno, pur in presenza della riduzione delle tariffe negli hotels. Sostanzialmente stabili i turisti stranieri, con qualche parte del Paese dove si segnala, perfino , un lieve aumento della presenza straniera.
Già ad aprile, in occasione delle vacanze pasquali, vi era molta incertezza tra gli operatori per la diminuzione dei flussi, cui ha fatto seguito nei mesi tra maggio e luglio un vero e proprio “crollo della vacanze”. Con la diminuzione del potere di acquisto gli italiani stanno rinunciando a quella che fino a qualche anno fa era irrinunciabile, la vacanza.
Tra i dati più significativi, quello indicato dal 61% degli operatori, che affermavano di avere mantenuto le tariffe ai livelli del 2011 – pur in presenza di forti aumenti negli oneri di gestione; il 31% aveva addirittura diminuito le proprie tariffe per riuscire a contenere la diminuzione dei accettabili i livelli di occupazione. In questa maniera però, a soffrire saranno i fatturati che, in presenza di costi di gestione e tassazione sempre più elevati, rischiano di non generare utile.
Ultimo ma non meno importante rammarico, l'intermediazione sull'acquisto. Gli albergatori intervistati hanno dichiarato che il 59% delle prenotazioni ricevute sono effettuate on-line, per cui visto la totale assenza di un sistema “italiano” competitivo, tutto il valore dell'intermediazione (che oscilla tra il 15 ed il 30% del valore della vendita) viene incassato all'estero, ove queste società di intermediazione hanno sede.
Per il proseguo dell’estate agli albergatori italiani non resta che sperare nel last minute: controllando le previsioni meteo e affidando le proprie speranze sulla voglia degli italiani di non rinunciare ad un soggiorno fuori casa, anche se breve e deciso all'ultimo momento.
Questi dati evidenziano quanto Asshotel Confesercenti afferma da mesi: il comparto dell'ospitalità alberghiera, da anni in sofferenza, ora è in recessione ed oltre alla forte crisi, che ha ridotto di molto la propensione alla vacanza degli italiani, si registra l’assenza di una politica turistica. Questo stato di “stallo” da parte del Governo centrale ha fatto scivolare il comparto – e tutta la filiera turistica – in uno stato di crisi che non più essere considerata solo congiunturale. Le ripercussioni si fanno già sentire, un dato su tutti; la diminuzione di occupati nel settore. Sembra incredibile come un comparto che avrebbe solo bisogno di essere meglio organizzato e messo a sistema, sia lasciato abbandonato a se stesso, dove non danneggiato da amministratori che lo continuano ad utilizzare come serbatoio salva-bilanci, appesantendolo con tasse di soggiorno o di sbarco (molto preoccupante il dato di chiusure di strutture alberghiere sull'isola di Ischia) che altro non fanno che regalare clienti ai nostri competitori del bacino del Mediterraneo. 
Croazia, Grecia, Spagna, Malta, Tunisia, Marocco e, ora anche l'Albania, ringraziano.